TERAPIA FAMILIARE : I FONDATORI E LE ORGINI, IN BREVE 

 

 La Terapia della Famiglia  affonda le sue radici nella cultura americana degli anni ‘50, mentre arriva in Italia soprattutto  negli anni  ’70. Nasce in ambito clinico per il 90% di tipo psicoanalitico, ma ben presto alcun terapeuti  cominciano ad introdurre i familiari nella terapia dei pazienti gravi, riconoscendo la psicanalisi uno strumento limitato per queste patologie.


 Lo sviluppo di nuove discipline, come l'antropologia e la sociologia, danno un contributo significativo alla conoscenza dei contesti in cui l'individuo vive, in particolare allo studio delle influenze che le relazioni e l'organizzazione familiare sembrano giocare sullo sviluppo della personalità.

                                                            

                                                             

                                                               

   Negli anni ’60, emergono due diverse visioni:

1. In continuità con la psicoanalisi, inserendo i familiari nella terapia tradizionale.

 

 2.  In Rottura con il passato: nasce un filone di ricerca sulla comunicazione familiare dei pazienti schizofrenici che introduce termini come paziente designato (nasce dal considerare il disagio del singolo come anche disagio della famiglia), “Scatola Nera” = individuo (P. Watzslawick )  e si occupa soprattutto di ciò che è osservabile. La famiglia viene vista come “una macchina pensante” (prima cibernetica)  - Gruppo di PALO ALTO  -  Gregory Bateson , Beavin, D. D. Jackson, P. Watzslawick, C. Szluski

 

Tra il ’70 e l’80, viene messa in discussione l’idea dell’individuo come “scatola nera”, riemergono concetti come storia, processo e le emozioni, accantonate dal filone pragmatico-comportamentista della prima cibernetica. La famiglia è vista come un sistema aperto, in rapida evoluzione e non stabile nel tempo (seconda cibernetica – Heinz Von Foerster ).

 

La seconda cibernetica e il pensiero costruttivista hanno una notevole importanza nel riportare l’attenzione sul sistema uomo. Varela e Matura, con Von Foerster e Von Glasersfeld, sono gli autori più noti e influenti nell'introdurre il pensiero costruttivista nel campo della terapia familiare. Essi pongono al centro  l’osservatore  che, attraverso un processo di distinzione  fa emergere i sistemi dallo sfondo, primo passo per la costruzione della realtà in cui è immerso.

Grazie alla lettura del libro di Gregory Bateson “verso un’ecologia della Mente” , si aprono nuovi orizzonti nella terapia; l’interesse si sposta dai sintomi e dai pattern comportamentali alle premesse epistemologiche ed ai sistemi di significato, dal tempo presente ad una cornice temporale che comprendeva passato, presente e futuro. Il compito del terapeuta diviene quello di creare un contesto di deutero-apprendimento.

Gregory Bateson mette a fuoco il modello che poi si è evoluto nella direzione della terapia sistemica che oggi conosciamo.

 

Dagli anni ’90 si rafforza l’interesse per il soggetto e la sua storia; viene messa in rilievo la relazione ed il terapeuta non è più “istruttivo” ma aiuta la famiglia con una maggiore attenzione al linguaggio ed alla comunicazione (terapia narrativa, conversazionale …).

In questi anni si riprende il concetto di COSTRUZIONISMO SOCIALE basato sulle teorie di Berger e Luckmann che già negli anni ’60 ipotizzano che l’individuo attui una costruzione sociale della realtà . Per i due sociologi noi viviamo in uno stato di coscienza che è limitato: esiste uno stato di coscienza dominante legato alla nostra vita quotidiana che ci fa mettere sullo sfondo tutto il resto.  Questa è la realtà più condivisa perché confermata dagli altri. Le realtà che teniamo sullo sfondo vengono chiamate sottomondi sociologici. Da questi sottomondi di minoranza l’individuo pesca quando c’è una discrepanza che crea discontinuità e caos, cercando di ritrovare una continuità del mondo.

 

 

 

La Terapia della Famiglia  può essere suddivisa in tre approcci fondamentali che si sono sviluppati nel tempo. Questi approcci non si pongono come obiettivo principale la crescita finale dell’individuo ma si adoperano per cambiare il contesto di qualunque problema venga posto, assumendo, in ottica circolare che, una volta che questo risultato sarà raggiunto, gli individui cresceranno per proprio conto e con maggior grado di libertà. Gli approcci fondamentali sono:

 

Strutturale: il termine coniato da Salvador Minuchin nel 1972. Utilizza riferimenti dell’approccio sistemico applicando solo marginalmente la metodologia cibernetica. Il linguaggio fa riferimento alle teorie dell’organizzazione  e dei ruoli.

 

Strategico: termine coniato da J. Haley nel 1973 fa riferimento ai principi teorici della scuola di Palo Alto ; applica la metodologia cibernetica nello studio delle relazioni faccia a faccia, caposcuola  P. Watzslawick J. Haley (in Italia  troviamo il Gruppo di Nardone)

 

Sistemico: termine coniato da L.Hoffman nel 1980. Fa riferimento ai principi dell’approccio sistemico ed applica la metodologia cibernetica nell'analisi sincronica  e diacronica nella circolarità delle interazioni. Caposcuola sono M. Palazzolo Selvini, L. Boscolo, G. Cecchin, G. Orata, che nel ‘67 fondano il Centro per lo studio della famiglia e nel ‘71 si allontanano definitivamente dalla psicoanalisi per abbracciare la teoria sistemica di Watzslawick che farà loro da supervisore.  In seguito, Il pensiero stimolante di Bateson potrò progressivamente il gruppo Milanese a superare l’iniziale visione strategica di Watzslawick per sviluppare un originale purismo sistemico, noto oggi come modello milanese.

 

Sempre nei primi anni 70 anche Luigi Cancrini, psicoanalista come i colleghi di Milano, si interessa  alla terapia familiare. Il gruppo di Cancrini infatti, è il primo che in stretto rapporto con l’università ed il servizio sanitario, mette in opera iniziative di formazione per operatori sanitari. Il gruppo romano,  più eclettico e pragmatico  rispetto a quello milanese, costituirà la prima scuola italiana per la formazione dei terapeuti della famiglia – Centro Studi Di Terapia Familiare E Relazionale (1973) – che affonda le sue radici, oltre alla scuola di Milano e in una forte anti psichiatria –o psichiatria sociale , nella terapia familiare di Minuchin.

 

 

TERAPIA FAMILIARE - ORIENTAMENTO RELAZIONALE SISTEMICO

 

Quello relazionale è uno degli orientamenti più diffusi in psicoterapia, riconosciuto come modello di riferimento formativo dal Ministero dell'Istruzione; si indirizza con modalità diverse a terapie familiari, di coppia ma anche individuali, e l'applicazione dei suoi principi è stata estesa a gruppi di lavoro, scolastici e professionali.

In questo approccio, definito anche sistemico, l'attenzione e l'intervento sono focalizzati sulle relazioni interpersonali, attuali ma anche remote nella storia individuale e familiare; infatti il terapeuta opera su 4 livelli fondamentali di osservazione:

 

- la storia trigenerazionale della famiglia (nonni-genitori-figli);

 

- l'organizzazione relazionale e comunicativa attuale della famiglia;

 

- la funzione del sintomo del singolo individuo nell'equilibrio della famiglia;

 

- la fase del ciclo vitale della famiglia in cui si presenta il sintomo del singolo (ciclo vitale: rappresenta una tappa delle varie fasi evolutive attraversate da un sistema-famiglia; si parla, ad esempio dell'uscita da casa dei figli a seguito del matrimonio, del decesso di un genitore o della nascita di un figlio etc. Questi eventi costringono il sistema a riorganizzarsi e quindi ad evolvere verso nuovi assetti relazionali.).

 

Si ritiene che una riorganizzazione nei comportamenti interpersonali e nei vissuti individuali relativi alle altre persone possa non solo correggere errori e incomprensioni, ma anche favorire la scoperta e l'impiego di nuove risorse, capaci di migliorare non solo i sintomi, ma anche la qualità della vita.

Salvo casi particolari, l'intervento clinico si configura come un intervento breve, anche se non limitato al livello sintomatico: oltre al superamento o all'alleggerimento del problema presentato, si cerca di avviare modalità nuove di vedere ed affrontare il problema, collegate alle storie personali e relazionali.

 

 
 
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Lucia Lastrucci

Psicologa Psicoterapeuta

Casalecchio di Reno Bologna

Orientamento Sistemico Relazionale

 

Studio: Via Ronzani 7\18 Casalecchio di Reno (BO)

 

Tel 3935477751

 

P.iva 03029901208

 

iscritta albo psicologi Emilia Romagna 8632